Quanto detto poc'anzi si aggrava (sto rischiando l'attacco di bile) con l'ultima:
ODIO QUANDO SENTO LA PAROLA BERLUSCONI
STRA-ODIO QUANDO BERLUSCONI FA-DICE-EMETTE-RUMOREGGIA-VOCALIZZA-INDICA-BALBETTA QUALCOSA:
ANCHE LE LETTERE D'AMORE.
Accidenti.
Se solo avessi un bel treppiede.
in ordine sparso oggi odio...
quando sei in autostrada, anche se sono le 7 di mattina, e il succhiacoda di turno sta lì e ti sfanala: IN CORSIA UNICA COI LAVORI IN CORSO, CRETINO!
quando devi riscuotere perchè i tuoi soldi sono già 'investiti' in altri progetti ma chi deve non si fa trovare
quando vuoi spiegare una cosa a qualcuno (tua madre) e per colpa del sordo che non vuol sentire non ne esci: AIUTOOO!
quando pensi ad una persona cara e invece scopri che è lì a spalmarti vasellina perchè appena ti giri ti ci pianterà un tronco di abete: STRONZA! (se leggi spero che tu rasenti la paranoia dai sensi di colpa!)
quando chiedi a tuo fratello (dopo che lo hai portato di nascosto a fare le guide al Vialone col foglio rosa e tu non hai ancora il permesso per farlo) se ti accompagna a Pisa a fare una commissione veloce e lui: NON POSSO, MI ASPETTA MIRCO!
quando prendi l'MP3 e la pila è scarica, anzi no...la pila dov'è?
quando stai morendo di fame, hai le visioni, non ne puoi più...mangeresti gli spaghetti crudi piantati nel burro freddo e sei a tavola e giri la prima succulenta forchettata nella tua pastasciutta super-sugosa e driiiinnnn....'Ale, è per te': MAVVAMMORIAMMAZZATA!
quando rimpiangi di non usare il digitale perchè ritiri le fotografie dal fotografo e sono stampate male, graffiate e hai speso 50 euri
quando la mattina trovi la TV accesa su MTV col video nuovo di Tiziano Ferro
quando devi stampare un documento ma per colpa dei cazzo di aggiornamenti i tuoi programmi ti fanno sballare tutta la pagina, ACCIDENTI!
quando il brufolo che avevi schiacciato in Brasile torna a smostrarti la faccia
...a proposito di Brasile: quando pensi che un mese fa eri con le chiappe a mollo a 35°...
ok, STOP!
L'influenza ha anche degli aspetti positivi. Alla fine quando ti capita di poter stare a casa a vedere film? Cioè se sei disoccupato o come si dice ora "in cerca della prima occupazione" (prima un corno!) come me, ne hai di tempo...e, se ne hai!
Va beh, ma in generale, chi ha poco tempo libero aspetta di essere malato per starserne a casa a guardare un flm a noleggio. Io la scorsa settimana ne ho visti due, belli e divertenti:
ME AND YOU AND EVERYONE WE KNOW di Miranda July 2005
LE AVVENTURE ACQUATICHE DI STEVE ZISSOU di Wes Anderson 2005
Il primo, è una commedia dolce, ma anche un po' amara. Che mi ha fatto sorridere ma con un po' di nostalgia. Si, nostalgia verso la purezza di sentimenti...che in questo momento (storico e privato) mi sembrano così scarsi e superficiali! Oltre che una trama carina e originale, la regia è femminilissima (si capisce!) e ben curata, gli attori sono bravi e ben diretti. Bello, divertente e appassionante. Mi ha lasciato in un bel sopire!
Il secondo è una figata! Consigliato dall'amico Tommy, ero certa! Una favola surreale, raccontata da una voce finto-strampalata e interpretato dal super Bill Murray nel pieno della passione acquatica. Se non siete pronti per apprezzare le favole non lo guardate, vi sembrerà assurdo e insulso. Ottima Anjelica Houston, divertente Owen Wilson. Colonna sonora eccezionale: David Bowie unplugged, in portoghese brasiliano, eccezionale sul serio.
Con BILL MURRAY segnalo BROKEN FLOWERS di J.Jarmusch e LOST IN TRANSLATION di S. Coppola; di WES ANDERSON mi è stato consigliato I TENENBAUM.
Me and you and everyone we know
Le avventure acquatiche di Steve Zissou
Buona visione!
Oggi è il Giorno della Memoria.
Si, la Memoria con una bella M maiuscola. E' sottinteso Memoria di cosa, della guerra, e in particolare di un aspetto in particolare di una guerra in particolare. Però si dice che dal prossimo anno sarà la giornata della Memoria di tutte le guerre.
Allora vuo dire che dal prossimo anno non ci saranno più guerre?
Io, nella Memoria non ci credo tanto. A scuola ero pure bravina a storia, ma di memoria (quella mia personale) ne ho pochina e allora trovo difficile chiamare un giorno importante come il 27 gennaio solo Giorno della Memoria. E', secondo il mio parere, riduttivo. Ricordare: il 27 gennaio 1945 sono stati aperti i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Lo so che è una data simbolica (purtroppo le torture agli ebrei finirono tempo dopo), di un fatto reale, per ricordarci simbolicamente che fatti reali così non dovrebbero più accadere. Ma purtroppo invece ancora accadono. Allora la Memoria dov'è?
Io allora parlerei anche di giornata della Coscienza. E prenderei un'altra data simbolica, in cui è successo un fatto reale. E alla Memoria unirei la Coscienza, perchè se si va avanti a ricordare dolori e soprusi subiti forse non si ottiene un cosa che è, secondo me, fondamentale per far si che la storia non si ripeta. Il Perdono.
E allora 3 giorni: Memoria, Coscienza e Perdono.
Non il Perdono come scusarsi, ma il Perdono come fine dell'odio. Dell'odio classisita, sociale e raziale che ha reso una generazione folle, cieca e assassina e che riprende vita non appena una miccia (ideale e idiologica) spunta per far scoppiare una guerra.
Basta: facciamola finita!
Ricordiamo, Riflettiamo e Perdoniamo.
NB la mia riflessione niente vuol negare a questa data di innegabile importanza, ma anzi, si propone di approfondire le idee che ad essa si legano dai racconti e ricordi di chi l'ha in ogni modo vissuta.
Un po' di post fa, al seguito di questa immaginetta avevo promesso di raccontare cos'è quel verde che s'intravede sulla sinistra.
Alessandro e io avevamo già notato che vicino alla porta del nostro albergo, c'era un'entrata sul cui uscio vedevamo sempre personaggi tra i più curiosi. Pensavamo a roba di cose losche, prostituzione...
Una sera, prima di andare a letto la collina del Pelò è strana: poliziotti schierati agli angoli dei vicoli, poca musica e niente danze per la via. Due donne affacciate ad un terrazzo fanno versi per adescare i militari che fanno la guardia davanti alla loro porta e piove. Piove a gocce grandi, rade e calde, l'acciottolato delle stradine puzza di fango. Che sensazione strana, sembra un letargo, sembra che qualcuno dorma e guai a chi lo sveglia.
L'impressione è la stessa per tutti e due, ci chiediamo, data la nostra assenza nei due giorni precedenti (visita alle cittadine di Cachoeira e Sao Félix nel Reconcavo), se non è successo qualcosa di straordinario: la cattura di un latitante o di un ladro, la soluzione di un caso o perchè no? un terrorista brasiliano...i nostri pensieri da italianetti di provincia portano lontano, anzi, lontanissimo dai banditi o dai terroristi. Ma vicino alla porta dall'uscio misterioso...
La mattina: sole e caldo, umido che si muore. A colazione ci salva la frutta (w l'ananas!), ci riprendiamo dalla fatica di esserci vestiti (costume e pareo!) e decidiamo di andare al mare. Dopo 5 minuti che siamo scesi dalla stanza inizia il diluvio della sera prima: via vai di persone che si rifugiano sotto i porticati, bahìane che s'inzuppano gli abiti bianchi, ambulanti che scappano e...pulmini che arrivano. Pulmini, monovolume, altre auto...velocissime nel viottolino della Ladeira do Pelourinho, da cui scendono donne elegantissime con seguiti di fotografi e cameraman.
E dove vanno? Nella porta dei misteri!
"Alino, è successo qualcosa, andiamo a vedere!", ci avviciniamo e facendo i finti tonti entriamo al seguito di una massa di gente vestita di gran lusso nella porta della curiosità (speriamo di non fare la fine di Alice nel Paese delle Meraviglie!). Pensavamo di essere bloccati dalla squadra di polizia e militari schierata, invece manco ci notano! Ha smesso di piovere, proseguiamo fino in fondo al corridoio della porta e magia...un regno! Si, un regno di verde, uno smeraldo...nel centro di una città! Siamo in una piccola favela nel centro della città di Salvador de Bahìa.
E l'occasione per poterla visitare è una festa, in onore della moglie del Governatore dello Stato di Bahìa che è in visita nel quartiere e tiene un discorso proprio lì...tra cessi, fiori, galline, rastamen, tamburi, fango e bambini.
Altrochè latitanti, banditi o terroristi: una festa per la First Lady...che occidentali-italiani- provinciali che siamo!
Un rastaman: camicia, cravatta, sandali e rasta! (fino ai polpacci)

...tieni cura del mio ambiente





P.S. Ho sentito ora al radiogiornale una triste notizia. Mi sembra impossibile, ma è così.
Un pensiero a Federica, alla sua famiglia e ai suoi amici.
Fundaçao Casa de Jorge Amado, Largo do Pelourinho
Jorge Amado
Targhe nell'ingresso dell' Hotel do Pelourinho

Gabriela cravo e Marcello, e io (Fundaçao Casa de Jorge Amado)
E' colpa di Piergiorgio.
Avevo già una propensione tutta mia, ma dopo il suo regalo di Natale ('Guida al Consumo Critico', del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, ed. Emi) sono partita per la tangente...
A parte che il sapore fa un po'schifo, sa di ruggine, è gassatissima e ti fa digerire anche il petrolio fritto. Odio quelli che pasteggiano a Coca Cola, ragazzi siamo in Italia e: A- abbiamo vini tra i migliori del mondo, B- anche la birra non è così malaccio, anzi!, C- l'acqua è potabile anche dal rubinetto.
Ma a parte questo, che i gusti son gusti e non si discutono (anche se un po' si!), ci sono cose che nemmeno io sapevo sulla multinazionale propinqua-troiaio in questione, molto molto gravi.
1) il maggiore azionista, tale signor Warren Buffet è il 2' uomo più ricco del mondo, dopo Bill Gates
2) fa parte della United States Council for International Business, associazione che difende gli interessi delle azienda di fronte ad altre organizzazioni anche del calibro delle Nazioni Unite. Sta anche nella Camera di Commercio Internazionale
...e fin qui nulla di male, ma ora le cose più gravi:
3) tra il 1992 e il 2002: sono morti 8 attivisti sindacali negli stabilimenti in Colombia: denunciavano le scarse condizioni di lavoro. (assassinii, torture, sequestri di persona)
4) condizioni simili a Panama, in cui c'è una continua lotta tra lavoratori e autorità
5) nel 2002 a Plachimada (Kerala - India) la popolazione è insorta contro la fabbrica di Coca Cola perchè l'impianto prosciuga i pozzi della zona e contamina le falde acquifere
6) nel 1998 un'inchiesta de Il Corriere della Sera rivela che i gadget con scopo pubblicitario sono costruiti in India e Pakistan da bambini sfruttati nella mano d'opera.
(Questo punto secondo me è tra i più orribili, dopo gli assassinii) 7) nel 2002 la Corte Suprema Indiana ha condannato Coca-Cola per aver reclamizzato i suoi prodotti nel seguente modo: (rabbrividiamo!) scritte a caratteri cubitali dipinte e incise sulle rocce di alcuni monti della catena dell' Himalaya
8) Spesso sono stati tolti dal commercio prodotti contaminati da: pesticidi, disinfettanti sanitari, briciole di materiale sintetico, muffe e animali morti. In particolare topi. Particolare un episodio in Belgio, dove più di 90 persone sono state ricoverate per un'intossicazione dovuta a un fungicida rimasto nelle lattine.
9) Coca-Cola Light contiene aspartame, nota sostanza che produce danni cerebrali ad adulti e in particolare a bambini e feti!
10) FORNISCE PRODOTTI ALL'ESERCITO STATUNITENSE (non è cambiato proprio nulla dagli anni del Vietnam!!!); HA FILIALI NEI PARADISI FISCALI; UTILIZZA INGREDIENTI SPERIMENTATI SUGLI ANIMALI.
Fanno parte del Gruppo Coca-Cola: Evian, Schweppes, Canada Dry, Dr. Pepper, Minute Maid. Ha accordi con: Danone e Nestlé.
Il boicottaggio contro Coca-Cola è per: salvaguardare la nostra salute, l'ambiente che ci circonda e soprattutto per difendere i diritti dei lavoratori dei paesi del terzo mondo.
Io ci credo.
Data l'impossibilità di aggiungere immagini per scarso spazio su questa piattaforma, oggi chiacchiero un po' su Jorge Amado e le foto che lo riguardano le posterò più avanti!
"Jorge Amado: il bahìano più bahìano della stessa città di Bahìa"
Jorge Amado (si pronuncia Giorge Amado e non Iorghe o Horghe perchè è PORTOGHESE e non spagnolo, capito papà?) nasce nel 1912 in una fazenda nello stato di Bahìa non lontanto dalla città di Salvador de Bahìa, è un ragzzino bianco e figlio di fazendeiros nella regione più negra e più schiavista del Brasile... E qui attenzione: ciò che vive a casa sua, nella fazenda di famiglia serve lui per insegnarli la cosiddetta 'coscienza di classe': lavoratori e schiavi, negri e bianchi, paghe e sindacati, compensi e scioperi. A 18 anni si trasferisce a Salvador a studiare, e alloggia proprio nell'Hotel do Pelourinho (vedi foto post precedente). E' nella sua città che ambienta il primo romanzo "O paìs do Carnaval" ("Il Paese del Carnevale").
Attenzione siamo negli anni '30 e in Brasile c'è la dittatura di destra del Generale Gétulìo Vargas. Cosa accade in Europa in questo periodo? L'avvento dei totalitarismi: fascismo e comunismo. Jorge Amado abbraccia l'idea di comunismo e diventa militante politico. Lo si legge bene nelle pagine del secondo romanzo "Suor" ("Sudore") ma ancora meglio nel terzo "Cacau" ("Cacao") del 1933 in cui la lotta di classe per l'uguaglianza sociale è il centro della narrazione. La produzione è nel fior fiore della creatività:
1935 Jubiabà (vedi post precedente e libro amadiano che preferisco!),
1936 Mar Morto (storia d'amore tra i pescatori di Salvador),
1937 Capitani della Spiaggia (bellissimo!)
Per la sua fede politica negli anni '40 è costretto a lasciare il paese e vive in Uruguay e Argentina. Nel 1945 come Deputato del Partito Comunista firma la legge sulla libertà di culto (nel 2007 ancora ci raccapigliamo sul veli-croci-moschee etc. A proposito: ai testimoni di Geova non glielo vieta nessuno di venire a strimpellarti al campanello?!). Ma poi riparte, per l'Europa: Francia e Cecoslovcchia. Torna in Brasile nel 1955 e...si allontana dalla militanza politica perchè si accorge delle cose brutte che sono successe nell'Europa dell'Est durante il regime comunista. E riparte con la letteratura, 1958 "Gabriela Cravo e Canela" ("Gabriella Graofano e Cannella"): il romanzo della svolta. Gli eroi e le eroine dei romanzi non sono più lottatori alla ricerca della giustizia e dell'uguaglianza sociale. Adesso grandi affreschi e descrizioni delle psicologie femminili: Gabriela, Dona Flor, Teresa Batista e tutte le altre. L'ultima pubblicazione è del 1997: 70 anni circa di storie e di vite raccontate! Jorge Amado muore a Salvador nel 2001, quando stava per compiere 89 anni!
Adesso la sua casa è la Fondaçao Jorge Amado nel Largo do Pelourinho, '...cuore negro della città negra di Bahìa...' (Jubiabà, 1935)
La cosa che mi ha colpito di questo autore, artista e uomo di cultura: l'aver saputo ritirarsi quando ha capito e si è reso conto che la sua ideologia era diversa da ciò che in realtà accadeva in Russia. Non ha rinnegato niente, ha semplicemente detto: "io non mi trovo in questi fatti" e si è buttato nei suoi romanzi. Che cosa grande: l'umiltà!
PS Una curiosità per i Versiliesi: la seconda moglie di Amado è la figlia di immigrati garfagnini: Zélia Gattai, nome di spicco della cultura brasiliana come artista e curatrice delle opere del marito.Negli anni '90 i due sono venuti insieme dalle nostre parti e fare visita ai parenti di lei, senza dubbio Lucca e Pietrasanta oltre la Garfagnana.
MENDICANTE
Antonio Balduino, adesso era libero nella città religiosa di Bahìa de Todos os Santos, la Bahìa di tutti i santi e del santone Jubiabà. Viveva la grande avventura della libertà. La sua casa era l'intera città, il suo lavoro percorrerla. Il figlio della collina dei poveri è diventato il padrone della città.
Città religiosa, città coloniale, città negra di Bahìa.
Chiese sontuose decorate in oro, case con le piastrelle azzurre, vecchi caseggiati dove abita la miseria, vie e vicoli lastricati di pietra, antiche fortezze, monumenti storici e il porto, specialmente il porto, tutto appartiene al negro Antonio Balduino. Lui solo è il padrone della città, perchè lui la conosce interamente, sa tutti i suoi segreti, ha scorrazzato per tutte le sue strade, si è trovato presente a tutte le baruffe, a tutti gli incidenti accaduti nella sua città. Controlla la vita della città che gli appartiene. Questo è il suo lavoro. Osserva ogni movimento, conosce ogni bravaccio di Bahìa, va alle feste dove si canta, riceve e imbarca i viaggiatori di tutte le navi. Sa il nome di tutti i velieri ed è amico di tutti i marinai che approdano al Porto da Lenha. [...]
In realtà, il negro Antonio Balduino è l'imperatore della città negra di Bahìa. Un imperatore di quindici anni, allegro e vagabondo. E forse lo stesso Antonio Balduino non lo sa.
(dal libro "Jubiaba", Jorge Amado, 1935)





Sera di Capodanno, gran caldo e molta folla alla Barra. Ci sentiamo un po' a disagio per tutto quella mischia, allora torniamo al Pelourinho. Il Terreiro do Bom Jesus: vuoto, niente capoeira, niente musica in strada e un solo chioschetto aperto. Ci fermiamo lì per una birra, è quasi mezzanotte e almeno un cin cin lo facciamo! Siamo stanchi per l'intera giornata in barca sulle isole nella Baia di tutti i santi. Si avvicina un negrettino e non ci chiede l'elemosina ma fa: "Ciao, siete italiani vero?", stupiti rispondiamo. Si siede con noi e scaccia con 0.50 R$ la ragazza incinta che fuma e chiede spiccioli per il crack "Vai via, non ci stressare!"
"Ciao io sono Daichim, e parlo quattro lingue! Parlo italiano, ablo espanol, falo portugues, I speak english et je parle français"
" Dove le hai imparate?"
"Al Pelourinho, coi turisti!"
"E ci vai a scuola ?"
"mmm, si..." (sorriso da pinocchio e occhio furbo da volpe!)
"Che fai, vivi qua?"
"Si, al Pelourinho!"
"Vuoi mangiare?"
E il nostro cin cin di mezzanotte si è arricchito di Daichim, che io so...è Antonio Balduino!
Una piccola parentesi tutta italiana...
Bella emozione oggi, grazie Annetta che sei così buffa ma anche così brava, complimenti ancora una volta per i tuoi innumerevoli successi che arriveranno in men che non si dica! Ma anche con tanto sacrificio! E allora non mollare e divertiti sempre più che puoi!
Forza 'Campiona', in bocca al lupo!
