La Francy,detta anche Cip, è la amica del cuore dell'AleLuna, detta anche Alina. La migliore amica che si possa avere, perchè a sopportare da oltre 10 anni l'Alina...è dura!
L'AleLuna si ricorda della Francy addirittura dalle elementari perchè il viso dolcissimo della bimba coi ricci che abita davanti a scuola le era rimasto impresso per la simpatia. Alla fine poi, verso i 15 anni l'Alina e la Cip hanno fatto amicizia e sono diventate unitissime, si chiamavano al telefono (quando ancora i cellulari erano una realtà lontana) e rispondendo dicevano sempre: "Amica!". C'è stata poi una parentesi di distacco, perchè tutte e due hanno il loro caratterino e per una stupidaggine hanno piantato il muso e per un po' si sono allontanate, ma poco e dopo si sono ritrovate e unite forse ancora di più! Ora sono cresciute, sono diventate grandi ma sono sempre amiche. E anche un po' bambine, che quando si vedono da sole riescono a ridere per una serata intera con tutta l'euforia che avevano anche dieci anni fa! Invece nei momenti tristi, unite si coalizzano e spaccano il mondo. Accidenti a chi le fa arrabbiare l'AleLuna e la Francy!
Insomma proprio amiche e proprio buffe.
Oggi la Francy ha raggiunto un traguardo molto importante: la laurea, e l'AleLuna è stata felicissima ed orgogliosissima (pure molto emozionata!) di vederla lassù in alto, a raccontare i suoi calcoli sui suoi sassolini e le formule sui suoi vulcani. Ed è stata ancora più felice a sapere che la Cip ha raggiunto a pieni voti il suo obiettivo, che i suoi sono fieri di lei e che il fidanzato (cugino dell'Alina) è innamorato della sua Francy.
Francy: sei grande!



PS ogni tanto qualcuno ha scambiato l'Alina e la Francy per sorelle e l'Alina è stata contentissima perchè: 1) in fondo è quasi come se lo fossero, 2) la Francy è bellissima.
Sono due giorni che provo a comprare un affare da internet,
sono due giorni che mi scervello e non trovo la via per pagarlo,
sono due giorni che mi chiedo come avevo fatto quella volta che avevo la carta di credito vuota ad arrivare fino lì,
sono due giorni che mi maledico,
sono due giorni che grido a cadenza di trenta secondi:
MONDO MONCOOOOOOOOOO
L'Emozione ha giocato il brutto tiro di farmi perdere il senso. (perciò arrivo in ritardo)
E anche a lei, forse un po' di senso è andato via. O non lo vuol far vedere.
Una vittoria è sempre una vittoria, se poi ti (ri)porta sul tetto d'Italia, sai com'è?!
Brava Annetta, brava come sempre. Per quello che sei, che fai e che vorresti. Dimostri sempre di essere la migliore!
Fregatene quindi di chi ti da poco spazio. Lascia perdere chi (apparentemente) ti sottovaluta, tutti noi lo sappiamo che sei una grande
CAMPIONA!

Campionati Italiani Under 23, Sabaudia 16-17 giugno 2007
Quattro di coppia femminile: Canottieri Berchielli primo classificato.
Capovoga: Anna Lunardi.
Ho un pessimo rapporto con tutto ciò che concerne un minimo sforzo intellettivo di tipo matematico. Per tutto intendo tutto: anche guardre l'orologio e calcolare l'ora...
La chimica è davvero fuori dalla mia portata...più di quanto pensassi! Ieri per la seconda volta nella mia vita ho sentito una delle espressioni più raccapriccianti che la storia dell'umanità abbia mai sentito.
"Alla faccia del bicarbonato di sodio"
Convulsioni di risa e pernacchie seguirono al racconto di Alino su un suo capo che una volta liquidò, mi pare, una situazione tremenda con questa tanto tremenda locuzione. Stupore e perbenismo (e)ruttano insieme e vibrano nell'aria con l'immagine del bicarbonato per digerire.
Ieri invece purtroppo mentre mi beccavo la prima ramanzina dal capo ho dovuto pensare a: carestie, fame nel mondo, AIDS, guerre e incidenti aerei per non esplodergli in un turbolento boato di grida ed espressioni sboccatissime in faccia mentre finiva di dire "di sodio".
Una sana parolaccia, disgustosa e lurida fa molto meno effetto di una metafora ruttoide! Buuurrrrp!
Per tornare al Governo ci vorrebbe un regicidìo.
Silvio Berlusconi sigla così, l'ennesima frase che gli italiani hanno imp(r)udentemente (in)compreso. Gli italiani tra cui io, che in effetti non avevo messo in chiaro bene il suo articolato pensiero.
No, non avevo capito che si riferiva a Prodi. Non mi risultava che il Romanone fosse anche re! O forse non me lo immaginavo con la corona, in bicicletta, a Bologna, con gli occhialoni quadrati che scivolano. No, più che regale direi insaccato!
Io, figurarsi che fantasia!, mi ero immaginata il regale Savoia che, in effetti proprio il Cav. aveva pochi anni fa invitato a tornare in Italia legalmente (illegalmente si sa: le vacanze in Sardegna, lo shopping in Via Veneto...mmm lasciam perdere!). Credevo una roba da vicenda shakespeariana (Perdonatemi Sir!): un re che sta scontando una amara pena per istigazione e favoreggiamento alla prostituzione, associazione a delinquere, appalti, solt machine illegali in un buio e triste appartamento dei Parioli a Roma (quartiere ben noto per il degrado, o no?), sbeffeggiato da un tizio cattivo col nome malvagio, tale PM Woodcock che lo ha meschinamente spiato e sputtanato (in tutti i sensi). Come si permette uno che ha il nome che pare un amico di Snoopy?
Credevo quindi che il Cav. si riferisse a lui e pensavo che la pena oltre che ormai un po' in ritardo fosse un tantino pesante, il carcere o i servizi socialmente utili sarebbero più che adeguati, mi dicevo. Magari, ecco, anche l'obbligo a pagare tutte le tasse finora evase, l'obbligo a lasciare l'Italia il prima possibile con tutta la famiglia (nipote, figlio e nuora compresi), l'obbligo a mollare i titoli che probabilmente poco gli spettano e soprattutto l'obbligo a scontare la pena per l'omicidio che mi pare il nostro principe anni fa ha compiuto. O è una reminiscenza troppo poetica per la realtà? No, stavolta Shakespeare c'entra molto poco.
Insomma, Berlusconi come al solito è stato frainteso. Lui voleva dire che alla fine tutto è bene quel che finisce bene, che non ci sono più le mezze stagioni, presto che è tardi, o si va avanti o si torna indietro, chi s'accontenta gode e che lui ha iniziato facendo il giullare sulle barche da crociera. E bravo Silvio, meglio sulle barche che alle corti dei re, sennò chissà dove eravamo tutti noialtri, poveri piccoli ignoranti italianucoli.
E il re, non era il re vero, ma Prodi...che appunto di regale mi pare abbia solo le ganasce.
Ma vai a sapere che cosa han capito gli italiani!
"Smarties, ma che schifo! levati le dita dal naso!"
"Si, ora, un momento. Aspetta"
"Ma, no: LE VA TI LE DI TA DAL NA SO"
"Dai, un secondo, aspetta"
"No, ora. Mettersi le dita nel naso fa schifo...e poi ti graffi e ti esce il sangue!"
"Tranquilla, faccio attenzione!"
Come canta una famosa canzone brasileira, bahiana per la precisione (uuuuh, che saudade!):
è agua no mar, o mar è cheio...
è acqua di mare e il mare ne è pieno...
Mentre mi accingevo a trovare un posto lontano dall'immondizia pura (assorbenti, sacchetti, olio, nafta, bottiglie, scatoline, stecchini di leccalecca, profilattici, scarpe: quanto cacchio hanno pagato i politici per la bandiera blu???) per fare un tuffino rinfrescante dalla calicola postprandiale di inizio estate mi sono messa a pensare. Siccome accade di rado, mi sono buttata su una roba facile e bellissima. Il Brasile.
Mentre annaspavo con l'acqua alla vita scansando le schifezze sopracitate mi sono ricordata di una canzone bellissima che a Salavador de Bahìa ho sentito cantare spesso e in ognidove. E che mi pareva calare a pennello mentre invece che nell'acqua di mare mi pareva di essere nel cortile del monnezzaro, quello che si vede dall'autostrada. Insomma, mi sono ricordata del 31 dicembre 2006.
Sul ponte del traghettino che ci trasporta via dall'angolo di paradiso. Tac. Eccomi lì...stordita dalle bellezze viste, incredula del piacere che fisicamente sto provando. Un paradiso, la Ilha do Frade: mangrovie, scimmiette, pappagalli sulla riva di una spiaggia bianca e molto selvaggia dove passano due uomini a cavallo. L'acqua è caldissima e bianca, pulita. Un po' dolce è la sensazione che mi da, non è salata come la nostra ma il salmastro mi chiazza subito le braccia appena mi immergo. E' bellissimo stare lì. Ho un po' paura ad allontanarmi dalla riva ma vorrei nuotare, perdermi, affogare quasi in quel mare azzurro e caldo inebriata dalla natura bellissima che c'è e dalla voglia di libertà che mi fa battere il cuore. Ale sembra impazzito invece, si esalta, nuota, si tuffa, fa gli schizzi e corre. Io non mi stacco dalla mia secca, sembro arenata!
Al rientro dalla mattinata in quel posto celestiale, sul nostro traghettino dove picchia il sole ma la brezzetta rinfresca c'è un trio di ragazzi giovanissimi che suonano e cantano. Le canzoni della città di Salvador, che ti cullano in melodie dolci e danzerine.
E'agua no mar, o mar è cheio...
Inciampo in un sacco di plastica, rischio di poggiare le mani su di un pannolone che galleggia e in un batterdocchio torno a Viareggio alla spiaggia triste di Città Giardino in cui o mar è cheio di schifezze.
Che saudade!
(non) pianga se stesso o i suoi denti
Che sono causa non solo dei mali passati ma di probabili mali futuri.
Digrigno, stringo, consumo, sposto l'asse del morso, irrigidisco le mascelle, contraggo i muscoli, tengo i nervi sottopressione. E mi faccio male al collo.
E mi devo pure riaggiustare la bocca. Speriamo, sia per dolori fisici che per dolori economici, che si tratti solo del bite notturno.
Piango me stessa.
Tlantlatan tlatantlan tlantlatan tralalaralallà: il detto del dì.
Si stava meglio quando si stava peggio.
Tlantlatan tlatantlan tlantlatan tralalaralallà: arrivederci.
Situazione tipo-1-: uno prende una cotta per te. Ma te sei bambolona e ingenuotta, non lo caghi ma comunque manco lo rifiuti perchè non ti pare proprio che ci stia provando. Anche quando ti fa i complimenti o ti chiama per un nonnulla, non ci fai caso. Inizi a farci attenzione quando ti accorgi che non era cosa dargli spago e che ora questo si sente rinvigorito e ti martella di proposte di uscita. Anche alle 3 di notte: in modo molto poco ambiguo. E oltretutto facendo finta di non aver capito che c'hai il fidanzato, che tra l'altro sai che lui conosce e anzi...lo conosce per motivi professionali. Se prima c'era anche la vaga speranza di una piccola amicizia, ora ZERO!
E resti un po' con il viso sgrunt e il naso arricciato per la fregatura. Di esserti sentita presa per il deretano da uno che aveva pretese da te senza che tu avessi dato lui occasione di prendersele.
Situazione tipo-2-: sabato e domenica lavori, come hostess? segreteria? boh insomma lavori per una manifestazione importante della tua città e ti accorgi con mano che è vero quello che pensavi ancora prima di iniziare, il giorno prima al "briefing". Ovvero un troiaio. Gente che ti fa fare cose che non ti competono, che ti vieta di fare cose che invece saresti in grado di e gente che dopo un giorno che gli sei spalla a spalla non sa come ti chiami da quanto non ti caga. Dopo un po' te ne sbatti e anzi, sei contenta che piova così non ti logri che gli altri sono al mare e te lì a romperti le palle, per salvare il deretano della tua amica che s'era presa l'impegno ma non lo poteva mantenere. Eccheccacchio.
E resti tanto con il viso sgrunt e il naso arricciato per come ti senti veramente il pesce fuor d'acqua. Sgrunt!
Situazione tipo-3-: il tossicoalcolizzato. Esci una sera con altri amici rispetto ai soliti, vai in un altro posto rispetto al baretto abituale, dopo un periodo che comunque per ovvie ragioni non mettevi un po' di becco fuori. Incroci uno mai visto prima che ti fa: "E' una vita che non ti vedevo ma che fine hai fatto?" Cosa rispondi: A) fatti i ca**i tuoi, B) che ca**o te ne frega? C) ma chi t'ha mai visto? D) come antani. Opti per la risposta D: "Come antani, con doppio scappellamento a destra". Questo non si cheta e ti massacra nonostante che tu non lo caghi, ma stupisce che sappia tuo nome e cognome e indirizzo e curriculum studiorum. Il bello è che non ci sta provando (almeno lui!...no vabbe' era riferito a sopra, non a tutti gli uomini della terra!!!) ma ti sta semplicemente rincoglionendo di discorsi che a te proprio proprio non frega una supercazzola. Dall'odore ti accorgi che è un alcolizzato, alito fetente da dannato dantesco. Cosa fai? Ti giri, alzi i tacchi e te ne vai con la promessa di non uscire più, di morire in casa da eremita che tanto se quando esci gli incontri che fai sono questi meglio guardare i film di Renato Pozzetto. No, non esageriamo. Vabbè...il tipo lo caghi lì se puoi. Ma se non puoi? Cioè se te sei a lavorare alla manifestazione di cui sopra e sei per forza al pubblico e questo non si schioda dal tuo stand? Va a finire che lo paghi per andarsene perchè anche se non sei cresciuta alla corte di Maria Antonietta sentire uno ancora ubriaco dalla sera prima, puzzolente e lezzo alle 10 di mattina che fino alle 20 ti sta a lì a inserire moccoli e parolacce al seguito di ogni vocabolo, raccontandoti cose sconfusionate e poco chiare ma che in ogni caso non ti interessano, no. Non ce la puoi fare, e allora toh 5 euro vatti a comprare un gelato e vai a rompere i cog***ni di quella del bar, che tanto nemmeno io lo so chi è la tua francesca per cui sei ridotto a 34 anni come un poveraccio depravato che rischia la galera ogni 10 minuti. E in ogni caso anche se lo sapessi, non me ne fregherebbe una pallida pallidissima, smuntissima supercazzola.
Stavolta il viso è super sgrunt perchè la tua poca pazienza è al culmine dell'assenza, non la si vede da giorni chissà se tornerà! E ancora ti domandi come cazzola (super o no) faccia l'alcolista a sapere il tuo nome e il resto dei mortacci tua.
Situazione tipo-4-: Sei a favore delle unioni, delle unioni celebrate in chiesa, in comune, in giardino, in cantina, in auto e dove vi pare. Unioni etero, omo, nonsisacosa; i DICO i non DICO, famiglie, amanti e quello che c'è. Ma quella tra George Michael e Kenny Goss: NO! Eccheccacchio, il figo, più figo della musica ora ti si sposa? NO! Non sono pronta.
Viso per niente sgrunt, ma un po' sob sob. In ogni caso... auguri George, io ti amo un pochino, lo stesso.