Un messaggio veloce di auguri di buone vacanze.
Sono di fretta, devo ancora fare la valigia.
Non mi sembra vero...
Domani a quest'ora sarò a Manhattan! :o)
BUONE FESTE!
Leggo uno dei miei preferiti, l'ho preso al prestito della Biblioteca Comunale. E come sempre mi innamoro della sua prosa, del suo raccontare. Me lo presentò l'amico Laerte, anni fa, ai tempi dell'università, per un "natleanno". Erri De Luca, scrittore di passioni e vita. Ora ho tra le mani "Alzaia" (ed. Feltrinelli), brevi pensieri su argomenti comuni. Mi rivedo bene, come partecipante della mia generazione in questo, che mi pare cucitoci addosso:
GRATIS
"Chi non vuol lavorare non deve neanche mangiare."Questa frase piaceva ai socialisti di inizio secolo, ma non era farina del loro sacco.L'aveva scritta per la prima volta san Paolo nella seconda lettera ai cristiani di Tessalonica (3, 10). Il cristianesimo delle origini era esigente, pretendeva che suoi fedeli fossero degli esempi di operosità e concordia. Erano lì per rendere la loro testimonianza di della loro grazia di credere. I tempi correnti comportano un'alta quota di dispoccupati, messi a stagionare presso gli uffici di collocamento. Io stesso ci sono rimasto segnato per cinque inutili anni, mentre mi arrangiavo a fare lavori operai di fortuna. Chi non lavora deve pure mangiare e buon per lui se non deve mantenere una famiglia. Se non provvede di suo, dipende da qualche reddito di famiglia. Cresce una leva di giovani in tutto dipendenti, che cercano riscontro, del fatto di essere cresciuti, in qualche baldoria del sabato. Non è una gioventù bruciata, è spenta senza poter consumare altro combustibile che quello dei distributori. Hanno l'età migliore, studi svolti e li si lascia morire con le mani in mano. Quando si sfasciano nel buio di un sabato sera, hanno solo eseguito l'ultimo atto dello spreco delle loro vite. Unica risorsa è il volontariato, che ha per regola il gratis dell'opera prestata. "Chi vuol lavorare deve farlo gratis" è il nuovo estremismo della condizione giovanile.
Erri De Luca, Alzaia, (ed. Feltrinelli)
Basita, ci leggo nel perfetto ritratto del combustibile finito. Speriamo che entri in gioco presto l'energia alternativa (alternativa anche alla fuga).
PS per chi volesse iniziare a leggere il De Luca dei romanzi, consiglio TU, MIO; NON ORA, NON QUI; MONTEDIDIO. Bellissimi ricordi di treni delle 7.24!
A questo punto non lo so che affare è, ma le prime ore del lunedì sono davvero la cosa peggiore che devo affrontare in tutta la settimana.
Stamani, ore 7.30 ca, sono pronta per uscire. Mi affaccio sulla tromba delle scale per tirare un saluto alla famiglia quando sento: paaaaatàààààpùùùùùmmmmm, "Oiohoi, oiohoi... mer.., oiohoi...ah ah ah! uh..., aaaaahhh!!! aaaaahhhh!!!"
Il piano di sotto pare invaso di strane vocine.
Mi affaccio, apro la porta e trovo la mamma in pigiama, per terra con gli occhiali storti. L'aiuto a rialzarsi: "Ma ti sei fatta male? Ma che ridi? Ma posa i panni, ti prendo del ghiaccio? Ma ti fa male? Ma che sei matta?"
Senza il minimo accenno a smettere, ride, ride, coi lacrimoni e il maldipancia, rossa paonazza. Prende il ghiaccio lo mette sul fianco battuto e ride, si siede e ride, beve un bicchier d'acqua e ride. "aaaaahhhh, nnnnon puooooi capire, aaaaahhhh!!!"
Stasera è riuscita a dire che una culata così erano anni che non la prendeva...