il sole, le stelle e la Luna!

vediamo se riesco ad arrivare fino in fondo! ce la farò?

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Alessandra: due occhi, un naso e una bocca. Il cervello non sempre...

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venerdì, 21 marzo 2008

Prima e vera

Oggi è il primo dì di primavera, anche se il clima recita ancora la parte del Generale Inverno.

Oggi è la giornata Giornata Internazionale per l'eliminazione della descriminazione raziale e anche la Giornata Mondiale della Poesia.

Come oggi, tanti anni fa era un sabato e una giovane sposina voleva andare a fare un giro sulla barchettina del giovane sposino. "Faceva un caldo," dice sempre, "faceva così caldo che io avevo i sandali, ma camminavo veloce. Alle dieci avevo già preparato il pranzo, non credevo che tu fossi così puntuale e io non ti aspettavo quel giorno così caldo. Ero felice e stavo bene, l'aria profumava di mare e violette."

Ma io sono stata puntuale e il 21 marzo, che faceva così caldo da stare coi sandali e l'aria profumava di mare e violette, ho mollato i miei ormeggi.

manina  mickey  viso

Quattro anni dopo, a casa dei nonni. Per la torta c'era da aspettare lo zi' Renatino, che faceva il fotografo e aveva il negozio dietro casa della nonna, al Marco Polo. Il povero Renatino aveva un gran lavoro e non è che alle feste non ci voleva venire, ma capitava o presto presto o alla fine della festa. E andava a finire che facevo le foto da sola davanti alla torta di compleanno troppo silenziosa. Una volta allora ho ricattato la nonna: o Renato viene quando ci sono le amiche o io non faccio neanche una foto piccina picciò. Renato è venuto subito, trafelato e di corsa. Le amiche non erano ancora arrivate: piagnisteo e rifiuto, piagnisteo e convincimento, piagnisteo e fotografia.

Testaraggine, pianti e arrabbiatura, la foto di Renatino del 21 marzo 1985.

E io sono sempre la stessa!

P1010079

postato da: AleLuna alle ore 11:27 | link | commenti (6)
categorie: chiacchiere, fotogrammi
giovedì, 20 marzo 2008

Cine-cene e iguane

martedì
driiiin Alino:"ti volevo dire che ho appena visto Raffa e domani sera c'è un cenino a casa sua, volevi andare al cinema?"
-Da quando in qua prendiamo accordi il giorno prima? al solito decidiamo le cose al minuto stesso...-
"ehm, no... non lo so, comunque saluta Raffa&co!"

mercoledì ore 21
driiiiin
Alino: "Ciao! Che fai? Allora io sono da Raffa, sto entrando - blingblong Sì, ciao, sono Alino, mi aprite?- Ciao Ale, a domani!"
Io: "Ciao, sono appena uscita di piscina, mangio un boccone e dormo! Buona serata, saluta i nerds!"


ore 21.10 driiiiiin
Alino: "Scusa, mi dimenticavo... mi sono dimenticato di dirti che blà blà blà"
Io: "gnam gnam... sto mangiando, fai come ti pare, gnam gnam"

ore 21.15 driiiiiin
Io: "gnam gnam... ma che vuoi?! gnam gnam... sto mangiando!"
Alino: "Ehm... mmm... ti passo Raffa...hihihi!"
Raffa: "Ciao... come dire... hihihi!"
Io: "Ciao... dire cosa?"
Raffa: "Scripta manent... hihihi, e noi lo abbiamo perso!!!"
Io: "Perso? Cosa? Chi?"
Raffa: "Io ho mandato um messaggio ieri per invitarvi qui da me a un CINEMINO e non a un CENINO. Vabbe' a lui gli farò due uova sode, ma tu vieni a vedere il film???!!!"

Alino, se ci sei batti un colpo.

Raggiungo i due bambinoni. Seduti sul divano mi fanno un po' di spazio, mi trovo vicina alla testa una gabbia con una scatoletta e dell'erba dentro. Sento rumori di zampette e domando: "Chi c'è lì?"

Alino e Raffa si scambiano uno sguardo d'intesa e in coro: "Nieeenteee, solo... solo... solo un'iguana! La vuoi vedereee?"

Scatto in piedi, nel centro della stanza, rossa e sudo freddo: "No no no no no, pietà! No, dai è tardi, vado via, no no no no no. Dai no!"

Alino: "Dai, ma è solo... un'iguanetta, tu la vedessi!"

Raffa: "E' bellina, dai te la prendo, ha una codina e due zampine, è bellina!"

Io: "No no no no no, pietà, l'iguana no! Paura!" -Argh! devo fuggire, la porta, la porta-

Guadagno l'uscita mentre Raffa si avvicina alla gabbia, mi chiudo fuori mentre lui si china dentro, chiudo gli occhi mentre lui si incammina verso di me.

Alino se la sghignazza di brutto -accidenti a lui e all'iguana!-
Apro gli occhi: tra me, Alino e Raffa c'è la porta di vetro chiusa... e un batuffolo di pelo.

Non un'iguana ma una cavia peruviana: un topetto di pelo rossiccio e il musino con gli occhi sgranati.

Mentre l'accarezzavo mi sono accorta che i nostri cuori battevano all'unisono: o lui è la mia anima gemella oppure abbiamo avuto tutti e due una fifa matta!

postato da: AleLuna alle ore 20:21 | link | commenti
categorie: chiacchiere
domenica, 16 marzo 2008

Queen & politicians

Ipod nelle orecchie, pedalavo nel traffico (che il "piano della sosta" assolutamente non ha ridotto) e cantavo stonatissima in falsetto:

I see a little silhouetto of a man,
Scaramouche,scaramouche will you do the Fandango-
Thunderbolt and lightning-very very frightening me-
Galileo,Galileo,
Galileo Galileo
Galileo figaro-Magnifico

Ho alzato lo sguardo sulla tappezzeria che la città in questo periodo di facce e slogan, presenta. Non ho potuto trattenermi, ho premuto rewind e ho fatto ricominciare il pezzo.

Is this the real life?
Is this just fantasy?
Caught in a landslide
No escape from reality
Open your eyes
Look up to the skies and see
I'm just a poor boy,I need no sympathy
Because I'm easy come,easy go,
A little high,little low,
Anyway the wind blows,doesn't really matter to me,
To me

Di nuovo in falsetto stonato ho ripreso a cantare, con la consapevolezza amara che i Queen non si riferivano a nessuno. Mentre io si: ex assessori, nuovi assessori, sindaci, consiglieri, ex presidenti, nuovi presidenti, partitini, partitoni, destra, sinistra, centro e c'entro. Comunque il vento soffia, se sei precaria sposi uno ricco, se uno è indagato si butta in politica, se uno ha idee giuste smette la politica, se uno non sa che fare ci pensa un po', se uno prende tangenti costruisce quartieri e ponti, se uno non ha un becco di una lira va a casa, se uno è onesto la paga e se uno è un ladro la vince.

 

postato da: AleLuna alle ore 22:18 | link | commenti (2)
categorie: non ci sto
domenica, 09 marzo 2008

Parti del corpo a colori

Alla fine di un pomeriggio passato a usare le povere orecchie di Tito come manopole di una motocicletta, Alino spavaldo lo saluta:

"Ciao orecchie rosse!"

Tito senza battere ciglio ribatte freddo e distaccato:

"Ciao capelli bianchi!"

Impressionante velocità nell'azzeccare il punto debole...

postato da: AleLuna alle ore 19:42 | link | commenti (1)
categorie: chiacchiere
giovedì, 06 marzo 2008

Persepolis non è per vecchi

Questa settimana sono andata due volte al cinema. Se stasera non pioveva forte ci scappava pure la terza, ma non ho la macchina!
Ho visto due film agli antipodi in tutti i sensi, ma che parlano entrambi di uomini, donne e violenza.
Il primo è "Non un paese per vecchi" dei fratelli Coen. A parte quella coppia di imbecilli dietro di noi che del film non ha capito un accidente (mi auguro che siano andati al cine solo per limonare, almeno aveva un senso il fastidio che recavano) e quella marmaglia di giovani ridanciani, mi sono goduta il film come da tempo non succedeva. Infatti nonostante i sopracitati disturbi uditivi e psicologici (ma è colpa mia che vado a vedere i film da oscar di domenica!) gli occhi mi sono incollati allo schermo e il cuore stava per scoppiare dalla tensione. Grandi colpi di scena la trama non ne presenta: la storia di un serial killer prevede che nel corso del film uccida quanta più gente possibile; nonostante questo la faccia di Bardem manda in tilt ogni singola sfumatura di ragione e il cuore batte all'impazzata a ogni minima sua espressione. La tensione mi ha incollato le unghie nei braccioli della poltrona, avrei voluto suggerire all'altro, Brolin, di non andargliela a portare l'acqua tanto ormai il corriere era bell' e morto; di cambiare subito valigia ai soldi per vedere se c'era una bomba o qualche altro marchingegno e di portare la moglie con se, poverina! Beh... invece nulla, muta o meglio ammutolita e col respiro grosso ho seguito i passaggi di una trama lineare, raccontata in modo lineare, da inquadrature, movimenti e montaggio lineari, senza musiche (o almeno così m'è parso), ma con quel qualcosa in più che i Coen trasmettono. Ci ho rivissuto qualche sensazione di "Fargo". La tensione credo. Magari, domani col fratello ci torno... oppure no, è venerdì sera!
Ieri invece mi sono infilata al Centrale, da sola al primo spettacolo della sera. L'indecisione è stata vinta dalla curiosità nata a Chelsea (I -cuore- NY) lo scorso dicembre. Quando sulla 27a street io e Alessandro cercavamo una galleria di fotografia, ricordo di essermi imbattuta in una parete di lamiera di un cantiere. Aveva dei murales bellissimi, ma erano in parte coperti da una fila di poster locandina di "Persepolis". Mi ero ricordata così di aver letto da qualche parte la strana storia di quel film di animazione... la storia di una donna iraniana della mia generazione, che disegna la sua vita per farci un film. Insomma, ieri con questa immensa e newyorkese curiosità sono entrata al cinema che le luci erano già spente. Incredibilmente sala piena! Accidenti, speriamo che non vada a finire come domenica con la coppietta dietro e quattro cretini accanto! La maschera (quel ragazzo dallo sguardo esterrefatto e gentile che sta alla porta) mi ha accompagnata ad una fila libera e senza tanti favori ho scavalcato gambe e mi sono seduta nel centro, in modo da avere lo schermo bene davanti. Accanto un uomo molto basso, pensavo. Pensavo, infatti era un bambino di una decina di anni, che ho sentito piangere e ridere contemporaneamente a me. Il film è infatti un cartone animato molto bello e delicato, ma anche realista e ironico che narra la vita di una bambina in Iran in questa epoca di guerre, dittature, kamikaze, veli e paure. Nessun allarmismo gratuito, Marjane Satrapi filma e firma la realtà tale e quale è ai suoi occhi di iraniana di Teheran, con una bella famiglia e una buona cultura. L'emozione è forte quando in modo leggero ci racconta della perdita dello zio, della voglia di lottare che lui le tramanda, del sentimento di coerenza che la nonna le trasmette, della sua soltidine e del suo malessere. Però fa ridere quando Marje prende in giro gli Abba per difendere i Bee Gees; o ascolta nel walk man gli Iron Maiden!
Pure i disegni sono belli: bianco e nero, tratto deciso e netto.
La signora occhioni verdi del cinema all'uscita mi ha detto che cercherà di lasciarlo un'altra settimana, quel film lo devono vedere in tanti grandi e piccini. Speriamo, intanto passoparola.
postato da: AleLuna alle ore 22:56 | link | commenti
categorie: fotogrammi