il sole, le stelle e la Luna!

vediamo se riesco ad arrivare fino in fondo! ce la farò?

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mercoledì, 01 aprile 2009

L'influenza

Festival dell'influenza:
bandiere del PdL e occhi di Carfagna -il vuoto-,
mani sul petto all'inno -ipocrisia-,
sputacchi di Gasparri -bavoso-,
anniversario del papa morto e della nomina di quello vivo,
pioggia a catinelle,
piano casa e perciò cemenento,
trasmissioni del mattino, trasmissioni con le ricette, trasmissioni di opinionisti, trasmissioni di intrattenimento, trasmissioni sportive e trasmissioni notturne -sempre i soliti discorsi a ca**o, ops non volevo-
belle dormite ancorata al termometro a mercurio -addio!-,
belle coccole in balia dell'aerosol,
video su mtv -sono squallida lo so-,
le chiappe di Beyoncé tre volte al dì, dopo i pasti -di questo è contento Alino-
pochi film visti e rivisti -e dormiti-,
tanta lettura, -i regali di compleanno-,
il testamento biologico:
"A volte penso che se solo ci si sbarazzasse dei preti e riuscissi a parlare con Dio qua da questo letto sarei il miglior cattolico del mondo."
Frank McCourt "Che paese, l'America" 1999, Gli Adelphi.

postato da: AleLuna alle ore 15:12 | link | commenti (2)
categorie: letture, cose viste cose vissute
giovedì, 28 agosto 2008

Corsi in Corse

Già finita la corsa in Corse.

Ile de beauté, dicono.
Io direi anche di relax, mare blu, spiagge nascoste, formaggio buono, delfini saltellanti, basilico profumato, asini raglianti, miele dolce e vento maestrale, anz u Libecciu.

Finite le Olimpiadi.
E finiti anche i due libri, letti in interscambio con Elisa:
"La solitudine dei numeri primi". Solitudine davvero. Troppa.
"La strada". Solitudine ancora, di più. Ma straordinaria, mozzafiato.

E io avevo altre 11 persone accanto.

postato da: AleLuna alle ore 23:30 | link | commenti
categorie: letture, chiacchiere, cose viste cose vissute
martedì, 11 dicembre 2007

Alzaia, Gratis

Leggo uno dei miei preferiti, l'ho preso al prestito della Biblioteca Comunale. E come sempre mi innamoro della sua prosa, del suo raccontare. Me lo presentò l'amico Laerte, anni fa, ai tempi dell'università, per un "natleanno". Erri De Luca, scrittore di passioni e vita. Ora ho tra le mani "Alzaia" (ed. Feltrinelli), brevi pensieri su argomenti comuni. Mi rivedo bene, come partecipante della mia generazione in questo, che mi pare cucitoci addosso:

GRATIS

"Chi non vuol lavorare non deve neanche mangiare."Questa frase piaceva ai socialisti di inizio secolo, ma non era farina del loro sacco.L'aveva scritta per la prima volta san Paolo nella seconda lettera ai cristiani di Tessalonica (3, 10). Il cristianesimo delle origini era esigente, pretendeva che  suoi fedeli fossero degli esempi di operosità e concordia. Erano lì per rendere la loro testimonianza di della loro grazia di credere. I tempi correnti comportano un'alta quota di dispoccupati, messi a stagionare presso gli uffici di collocamento. Io stesso ci sono rimasto segnato per cinque inutili anni, mentre mi arrangiavo a fare lavori operai di fortuna. Chi non lavora deve pure mangiare e buon per lui se non deve mantenere una famiglia. Se non provvede di suo, dipende da qualche reddito di famiglia. Cresce una leva di giovani in tutto dipendenti, che cercano riscontro, del fatto di essere cresciuti, in qualche baldoria del sabato. Non è una gioventù bruciata, è spenta senza poter consumare altro combustibile che quello dei distributori. Hanno l'età migliore, studi svolti e li si lascia morire con le mani in mano. Quando si sfasciano nel buio di un sabato sera, hanno solo eseguito l'ultimo atto dello spreco delle loro vite. Unica risorsa è il volontariato, che ha per regola il gratis dell'opera prestata. "Chi vuol lavorare deve farlo gratis"  è il nuovo estremismo della condizione giovanile.

Erri De Luca, Alzaia, (ed. Feltrinelli)

Basita, ci leggo nel perfetto ritratto del combustibile finito. Speriamo che entri in gioco presto l'energia alternativa (alternativa anche alla fuga).

PS per chi volesse iniziare a leggere il De Luca dei romanzi, consiglio TU, MIO; NON ORA, NON QUI; MONTEDIDIO. Bellissimi ricordi di treni delle 7.24!

postato da: AleLuna alle ore 00:34 | link | commenti (6)
categorie: letture, dis-funzioni, non ci sto
giovedì, 03 maggio 2007

04.05.06

04.05.06, una sequenza di numeri apparentemente non causale e non importante. Una sequenza.

Numeri e circostanze legati. Sembrerebbe stupido nascere in una data con i numeri in sequenza. E morire allora? Non è già stupido di per sè, se non si ha che 24 anni di cui 23 passati in salute e allegria in giro per il mondo? Si. E' stupido, e quando ci penso sento ancora la rabbia. Quella rabbia che il mio amico Laerte Neri mi descive in questa lettera di "Condivisione del Dolore". (09.05.06)

respiro forte e lascio scorrere le dita sulla tastiera. Nel mio cuore, nel mio mondo, si agita dolore e risentimento, il senso del tradimento e l'incredulità. La rabbia, spruzzi di rabbia pura e incomprensione. Nel mio mondo mi trema un po' la voce e ho un po' paura. C'è spazio per altro comunque. C'è spazio per nuovi orizzonti, già li intravedo, forse già li sogno. Ma ora no. Ora c'è il dolore freddo, come scaglie di ghiaccio. C'è un sogno, un' illusione che si frantuma rumorosa e la rabbia verso un amico.
C'è il bisogno di un sostegno, di una parola, di un abbraccio... come quella canzone: “e dategli i baci, e date le carezze, e dategli tutte le energie”.
Ho bisogno di un po' delle vostre energie, amici e amiche.
Ho bisogno di sentirvi accanto.

Dite il mio nome, ditemi quello che sentite per me senza falsità, fatemi coraggio. Fatevi sentire. Rovesciate acquari, urlate nel vento, scrivete una canzone, lasciate andare un angoscia.
Mostratemi il buono, quello che c'è di buono.
Ditemi se credete in me.
Se credete nell'amore.
Se il vostro guerriero è vivo.

Il mio lo è. Il bambino invece chiede di voi.
Un abbraccio,
Laerte
postato da: AleLuna alle ore 20:26 | link | commenti (2)
categorie: letture
lunedì, 30 aprile 2007

Tender is the night

Ignara e ignorante di letteratura nordamericana, grazie al mio amico Paolo, mi sto cimentando con la materia. Molto meno ostica delle previsioni, bensì coinvolgente e affascinante visione dell'altra metà delle cose. "Tender is the night" Francis Scott Fitzgerald, USA 1934.

Il titolo mi piace, la notte porta consiglio si dice. Io non credo...direi piuttosto che la notte porta serenità. Perchè finalmente di notte si è soli ed è più facile vivere.

Io non sono mai stata nottambula, non c'è niente di notte che non farei di giorno. E poi mi piace dormire. Ma con il caldo la notte è la benvenuta sempre carica di speranza di frescura. E in questa anticipata estate trovo già molto rilassante girare in bicicletta di notte. Quando i pensieri sono meno accaldati e l'attenzione alle cose è puntuale ma non meticolosa. Di notte si pensa, si ripensa ma poi si sogna. E si pedala con armonia e freschezza assaporando l'odore già un po' estivo. L'oscurità porta calma.

E' per questo che adoro: la luna e il suo "The dark side of the -" , "L'odore della notte", la camera oscura, "Le Cosmicomiche". Aggiungerò anche "Tenera è la notte"?

postato da: AleLuna alle ore 01:46 | link | commenti (6)
categorie: letture
giovedì, 05 aprile 2007

Che bella Scoperta

Diciamo che è stata del tutto casuale! Cercavo una cosa, un libro, nello scaffale dell'Ikea in camera mia. Cercavo "Todo Modo" di Sciascia, nella parte centrale, quella della letteratura italiana. Ma come al solito i libri in questa casa si polverizzano...oppure finscono nelle valigie del piccion viaggiatore. Comunque, mentre cercavo Sciascia mi trovo tra le mani "Il Giardino dei Finzi-Contini" di Bassani. Mammamia, che orrore alle medie di questo pallosissimo mattone noioso e brutto. Fammi vedere va', qual'era la parte che ho detestato di più? L'inizio con tutto quel raccontare di liturgie ebraiche! Bleah che roba, e poi quell'amoruccio da deficiente di Bassani per quella figa a punta di Micòl, uh!

Menomale che nella vita c'è sempre una seconda chance.

Ecco la mia con Bassani e con i Finzi-Contini. Ok, allora me la voglio meritare tutta.

Inizio dalla prima pagina esterrefatta dal breve excursus fatto ritta davanti alla libreria, mi immergo e mi lascio risucchiare in un vortice. Una passione, un amore, una forza che si chiama leggere. Leggere senza staccarsi, d'un fiato e con curiosità. E in pochi giorni ho finito il libro più odiato della mia adolescenza, riscoprendolo e adorandolo. Per il racconto di un amore dolcissimo, dell'amicizia e di un periodo triste e molto vicino.

Pochi giorni fa l'ho consigliato alla mia amica Elena che aveva ricordi scolastici orribili come i miei, stasera mi ha raccontato delle sue positivissime impressioni. Allora estendo il consiglio a tutti.

PS Il libro è il Premio Viareggio del 1962, il film Orso d'Oro a Berlino nel 1971 grazie alla maestria di Vittorio De Sica.

Il Giardino dei Finzi-Contini su Wikipedia 

postato da: AleLuna alle ore 00:03 | link | commenti (8)
categorie: letture
martedì, 27 febbraio 2007

Il Giovane Holden

A gennaio, dopo poco il rientro dal Barsile (sob!) ho conosciuto Miranda della Giovane Holden Edizioni. Persona simpatica e originale, buon feeling, mi parla del lavoro e delle idee: un vulcano.

"Giovane Holden, Giovane Holden...questo nome mi è familiare, ma è il nome di una casa editrice grande che voi potete usare con Giovane?"

imbarazzo

"mmmfffmmmm...no, Il Giovane Holden è un libro. Un romanzo di formazione scritto da Salinger..."

"Ah. Si. Già."

Convulsioni di vergogna!

Corro in biblioteca a prenderlo e lo leggo, d'un fiato per le prime 50 pagine...poi crollo.

L'ho finito a stento, mi spiace molto dirlo. Ma non m'è piaciuto. Per nulla, anzi, mi ha fatto star male da quanto non mi è piaciuto in alcuni punti.

1) Non sopporto la prima persona (anche al cinema, che si chiama inquadratura soggettiva). 

2) Odio tutto quel ripetere di "dannato" "maledetto" "e vattelapesca" "eccetera eccetera".

3) Ma soprattutto: la vecchia Phoebe. Come fai a chiamare 'vecchia' tua sorella di 10 anni?

Non me ne vogliano i fans: c'ho provato. Mi sono impegnata ma...lettura difficile e faticosa per me.

postato da: AleLuna alle ore 16:19 | link | commenti (5)
categorie: letture
giovedì, 25 gennaio 2007

Immagini Amado_iane

Fundacao1 

Fundaçao Casa de Jorge Amado, Largo do Pelourinho

Jorge Amado Jorge Amado

suor 

Targhe nell'ingresso dell' Hotel do Pelourinho

targa

gabriela cravo e marcello 

Gabriela cravo e Marcello, e io (Fundaçao Casa de Jorge Amado)

postato da: AleLuna alle ore 14:59 | link | commenti (2)
categorie: letture, brazil, fotogrammi
lunedì, 22 gennaio 2007

Jorge Amado

Data l'impossibilità di aggiungere immagini per scarso spazio su questa piattaforma, oggi chiacchiero un po' su Jorge Amado e le foto che lo riguardano le posterò più avanti!

"Jorge Amado: il bahìano più bahìano della stessa città di Bahìa"

Jorge Amado (si pronuncia Giorge Amado e non Iorghe o Horghe perchè è PORTOGHESE e non spagnolo, capito papà?) nasce nel 1912 in una fazenda nello stato di Bahìa non lontanto dalla città di Salvador de Bahìa, è un ragzzino bianco e figlio di fazendeiros nella regione più negra e più schiavista del Brasile... E qui attenzione: ciò che vive a casa sua, nella fazenda di famiglia serve lui per insegnarli la cosiddetta 'coscienza di classe': lavoratori e schiavi, negri e bianchi, paghe e sindacati, compensi e scioperi. A 18 anni si trasferisce a Salvador a studiare, e alloggia proprio nell'Hotel do Pelourinho (vedi foto post precedente). E' nella sua città che ambienta il primo romanzo "O paìs do Carnaval" ("Il Paese del Carnevale").

Attenzione siamo negli anni '30 e in Brasile c'è la dittatura di destra del Generale Gétulìo Vargas. Cosa accade in Europa in questo periodo? L'avvento dei totalitarismi: fascismo e comunismo. Jorge Amado abbraccia l'idea di comunismo e diventa militante politico. Lo si legge bene nelle pagine del secondo romanzo "Suor" ("Sudore") ma ancora meglio nel terzo "Cacau" ("Cacao") del 1933 in cui la lotta di classe per l'uguaglianza sociale è il centro della narrazione. La produzione è nel fior fiore della creatività: 

 

1935 Jubiabà (vedi post precedente e libro amadiano che preferisco!),

1936 Mar Morto (storia d'amore tra i pescatori di Salvador),

1937 Capitani della Spiaggia (bellissimo!)

 Per la sua fede politica negli anni '40 è costretto a lasciare il paese e vive in Uruguay e Argentina. Nel 1945 come Deputato del Partito Comunista firma la legge sulla libertà di culto (nel 2007 ancora ci raccapigliamo sul veli-croci-moschee etc. A proposito: ai testimoni di Geova non glielo vieta nessuno di venire a strimpellarti al campanello?!). Ma poi riparte, per l'Europa: Francia e Cecoslovcchia. Torna in Brasile nel 1955 e...si allontana dalla militanza politica perchè si accorge delle cose brutte che sono successe nell'Europa dell'Est durante il regime comunista. E riparte con la letteratura, 1958 "Gabriela Cravo e Canela" ("Gabriella Graofano e Cannella"): il romanzo della svolta. Gli eroi e le eroine dei romanzi non sono più lottatori alla ricerca della giustizia e dell'uguaglianza sociale. Adesso grandi affreschi e descrizioni delle psicologie femminili: Gabriela, Dona Flor, Teresa Batista e tutte le altre. L'ultima pubblicazione è del 1997: 70 anni circa di storie e di vite raccontate! Jorge Amado muore a Salvador nel 2001, quando stava per compiere 89 anni!

Adesso la sua casa è la Fondaçao Jorge Amado nel Largo do Pelourinho, '...cuore negro della città negra di Bahìa...' (Jubiabà, 1935)

La cosa che mi ha colpito di questo autore, artista e uomo di cultura: l'aver saputo ritirarsi quando ha capito e si è reso conto che la sua ideologia era diversa da ciò che in realtà accadeva in Russia. Non ha rinnegato niente, ha semplicemente detto: "io non mi trovo in questi fatti" e si è buttato nei suoi romanzi. Che cosa grande: l'umiltà!

Jorge Amado: vita e opere.

www.fundacaojorgeamado.com.br

PS Una curiosità per i Versiliesi: la seconda moglie di Amado è la figlia di immigrati garfagnini: Zélia Gattai, nome di spicco della cultura brasiliana come artista e curatrice delle opere del marito.Negli anni '90 i due sono venuti insieme dalle nostre parti e fare visita ai parenti di lei, senza dubbio Lucca e Pietrasanta oltre la Garfagnana.

postato da: AleLuna alle ore 12:11 | link | commenti (3)
categorie: letture, brazil
lunedì, 15 gennaio 2007

Antonio Balduino, io l'ho conosciuto!

MENDICANTE

Antonio Balduino, adesso era libero nella città religiosa di Bahìa de Todos os Santos, la Bahìa di tutti i santi e del santone Jubiabà. Viveva la grande avventura della libertà. La sua casa era l'intera città, il suo lavoro percorrerla. Il figlio della collina dei poveri è diventato il padrone della città.

Città religiosa, città coloniale, città negra di Bahìa.

Chiese sontuose decorate in oro, case con le piastrelle azzurre, vecchi caseggiati dove abita la miseria, vie e vicoli lastricati di pietra, antiche fortezze, monumenti storici e il porto, specialmente il porto, tutto appartiene al negro Antonio Balduino. Lui solo è il padrone della città, perchè lui la conosce interamente, sa tutti i suoi segreti, ha scorrazzato per tutte le sue strade, si è trovato presente a tutte le baruffe, a tutti gli incidenti accaduti nella sua città. Controlla la vita della città che gli appartiene. Questo è il suo lavoro. Osserva ogni movimento, conosce ogni bravaccio di Bahìa, va alle feste dove si canta, riceve e imbarca i viaggiatori di tutte le navi. Sa il nome di tutti i velieri ed è amico di tutti i marinai che approdano al Porto da Lenha. [...]

In realtà, il negro Antonio Balduino è l'imperatore della città negra di Bahìa. Un imperatore di quindici anni, allegro e vagabondo. E forse lo stesso Antonio Balduino non lo sa.

(dal libro "Jubiaba", Jorge Amado, 1935)

Hotel PelourinhoBahia

BahìaBahìaBahìaBahìa 

 

 

 

 

 

Sera di Capodanno, gran caldo e molta folla alla Barra. Ci sentiamo un po' a disagio per tutto quella mischia, allora torniamo al Pelourinho. Il Terreiro do Bom Jesus: vuoto, niente capoeira, niente musica in strada e un solo chioschetto aperto. Ci fermiamo lì per una birra, è quasi mezzanotte e almeno un cin cin lo facciamo! Siamo stanchi per l'intera giornata in barca sulle isole nella Baia di tutti i santi. Si avvicina un negrettino e non ci chiede l'elemosina ma fa: "Ciao, siete italiani vero?", stupiti rispondiamo. Si siede con noi e scaccia con 0.50 R$ la ragazza incinta che fuma e chiede spiccioli per il crack "Vai via, non ci stressare!"

"Ciao io sono Daichim, e parlo quattro lingue! Parlo italiano, ablo espanol, falo portugues, I speak english et je parle français"

" Dove le hai imparate?"

"Al Pelourinho, coi turisti!"

"E ci vai a scuola ?"

"mmm, si..." (sorriso da pinocchio e occhio furbo da volpe!)

"Che fai, vivi qua?"

"Si, al Pelourinho!"

"Vuoi mangiare?"

E il nostro cin cin di mezzanotte si è arricchito di Daichim, che io so...è Antonio Balduino!

postato da: AleLuna alle ore 12:16 | link | commenti (5)
categorie: letture, brazil, cose viste cose vissute