Tutto come nelle favole: c'era una volta una principessa dagli occhi grandi, Helga. E c'era anche un principe alto e sofisticato, Ugo. Ughetto per gli amici. Ecco i due, la principessa con gli occhi grandi e il principe sofisticato, si conoscono, si piacciono, s'innamorano, si amano e si sposano.
Sabato scorso in una chiesa piccina picciò sulla vetta di una collina da cui si vede il mare, il lago, le colline, la campagna e le isole lontane, un prete simpatico coi riccioli ribelli, il sorriso dolce e le birkenstock ai piedi ha celebrato l'unione amorosa dei due innamorati. La principessa aveva gli occhi ancora più grandi ed era bellissima nel suo abito bianco con lo strascico e il principe era felicissimo e giosissimo nella sua regalità sofisticata.
Come ogni evento che si rispetti, la corte del principe Ughetto aveva previsto anche buffone di corte. Che non ha mancato di divertire gli invitati con acrobazie e sollazzi.
Le due principali buffonerie del giullare Alino hanno purtroppo coinvolto la bella principessa, i cui occhi per un attimo sono diventati piccoli e taglienti.
Ma come dar lei torto? Il caro saltimbanco, troppo intento a fotografare l'uscita dalla chiesa della coppia, alle loro spalle, ignorava completamente lo spazio intorno a sè. E distratto dalla paura di perdere lo scatto della giornata non s'era accorto che la principessa non procedeva e che il principe stava già beccando le manciate di riso solo soletto. Non s'era accorto che stava impalato sullo strascico dell'abito bianco della novella sposa.
No... non s'era accorto. La principessa per un attimo s'è tolta il manto di regalità e per un pelo non ha mollato al giullare un colpo in testa!
L'altra buffoneria gravita ancora intorno all'abito della principessa, che è stato imbevuto dal maldestro giocoliere in un bicchiere di birra. O meglio il bicchiere è scivolato, ha roteato in aria ed è finito proprio lì, sullo strascico dell'abito bianco della novella sposa. Che ha definitivamente riposto la regalità e le ha suonate di santa ragione al povero e indifeso buffone Alino, "per questa, per stamani e per la prossima!" gli ha detto.
Il buffone ha incassato i colpi, felice di aver fatto ridere fino alle lacrime gli invitati.
Un paio di settimane fa abbiamo passato due giorni con Elisa e Massimo, all'Elba. Caldo, sole, sale, mare, pesci, tuffi, immersioni e quant'altro la bella isoletta ci poteva offrire, abbiamo trascoso una parentesi rilassante e stimolante.
Ad accompagnare il clima fantastico, il mare azzurro e l'aria vacanziera c'era Alino. Che ha colorito e colorato i due giorni con sbadataggini e colpi di testa degni di applausi.
Il tutto è iniziato proprio alla partenza, il venerdì pomeriggio: ritardo netto perché "dove ho messo le chiavi della macchina?! oddio! dove saranno? ce le avevo io? le ho perse? le ho lasciate in ufficio? le ho date a qualcuno? le ho rotte? le ho mangiate? le ho bevute? dove? e perchè? mamminaaa, dove tieni le mie chiavi di riserva?"
A metà viaggio gli ho ricordato che l'ultima volta che aveva preso l'auto indossava la giacca verde di nylon, saranno mica nella tasca della giacca?
"Cacchio, ma come hai fatto a indovinare?!"
Nulla caro, ci ho solo provato. (ti conoscerò?!)
Il sabato mattina Massimo pescava, Elisa si riposava e noi ci siamo lanciati alla ricerca di una spiaggetta. In auto. Al momento della mia entrata stavo parlando al telefono con mia sorella e distratta dalla conversazione non ho fatto caso che Mr Testa smanaccava e si contorceva per risistemare la solita posizione del sedile per i 190 cm che occupa. Chiudo il telefono "Sai, era Anna. Mi diceva che... ma partiamo? "
Lui immobile con gli occhi sgranati: "Oddio, ma non vedi? Mi sono entrati un macchina! Non lo vedi che è tutto spostato? Non vedi il sedile com'è? E' basso e stretto! Nooo, questa non ci voleva!"
"Come? Non può essere. Non c'è mica nulla di rotto. Hai aperto con la chiave, anzi ho aperto io. E in bauliera c'era tutto. Strano... e chi potrebbe essere?"
"Non lo so. Ma chissà chi è stato?! Un elbano? Non può essere, un extraisolano. Si, uno che viene da fuori, magari anche extracomunitario! Chissà... mentre cercava di accendere il motore forse è arrivato qualcuno e allora è scappato!"
"Oddio e se invece è nascosto dietro?!"
"Ooohhh!"
Sono passati attimi di silenzio, io credevo che la mia battuta fosse stata percepita nella maniera ironica con cui l'ho detta. Invece dopo poco Alino alza le mani dal volante e con voce rotta:
"Qui c'è stato un tentato furto, sono sicuro..."
"Guidaaa, ci schiantiamooo!"
"Ah, giusto, scusa! Comunque dentro la maccina era tutto spostato, il sedile avanti, alzato e il volante basso e lungo. Qualcuno ha provato a guidare la mia macchina! Miseriaccia, se non è vero! Anzi guarda se ci sono i cd!"
Apro il cassettino sul cruscotto e in effetti i cd di heavy metal sono ancora lì.
"Meno male che non gli hanno presi!"
Caro, si può rubare di meglio...
"Io non lo so, ma chi sarà stato. Ora io sono preoccupatissimo, mi ci fisso! Chi sarà stato?"
"Ma senti, secondo me la cosa è facilissima da risolvere: quando siamo arrivati ieri hai rispostato la macchina?"
"No."
"Sicuro?"
"Certo che credi che non me lo ricordi?"
"Allora l'hai prestata a Elisa?"
"No...ehm..."
"Allora l'hai prestata a Massimo!"
"Ehm...si. Ieri Massimo l'ha presa. Ma... credevo che... ecco... si... beh... credevo che avesse rimesso a posto il sedile, sì. Credevo che..."
La mattina dopo sulla barchetta delle immersioni mentre tutti stavano sistemando la propria attrezzatura, il mio eroe faceva il vago e con fare felino afferrato la pistola del tubo dell'acqua. Fischiettando ha iniziato a sciacquare muta, guanti, calzari, cappuccio etcetc. Arrivato all'ultimo oggetto (la calca dietro stava preparando l'arrembaggio alla sistola!), gli è sufggita di mano la pistola e come un serpente di argento vivo che si divincolava, sguisciava tra le mani.
Il risultato è stato che la battaglia alle sue spalle s'è chetata, tutti sono corsi ai ripari e lui in quei cinque minuti di delirio acquifero ha lavato i panni dell'intera Porto Azzurro. Applausi alla fine dello spettacolo di prestigio!
Al rientro ho scaricato le foto, le ho sistemate e poi l'ho chiamato allo schermo per fargliele vedere. Naturalmente al miglior ritratto della bambina coi braccioli ha esultato: "Mazza, che bella foto ho fatto. Questo scatto è buono, bravo eh?"
"mmm... mi sa che l'ho fatta io, me la ricordo!"
"No, l'ho fatta io. Sicurissimo!!!"
"Non direi, te sei quello la seduto sul gommone."
"Sgrunt! E' vero!"
Per dovere di cronaca: i fratelli maturandi sono stati maturati con udite udite: 62 lui, 66 lei. L'esame è un terno al lotto.
Punto primo: la Spagna va avanti nel campionato e anche questo dimostra la superiorità del popolo che è rappresentato dal signor Zapatero.
Punto secondo: i fratelli maturandi sono messi così: lei ha passato oggi l'orale, lui lo affronterà domani. Per scaramanzia non parlerò di voti, punteggi e roba simile. Dico solo che lei stasera è uscita di casa euforica e raggiante alla volta della festa sulla spiaggia, lui è in camera che prega l'anima di Pirandello, per un'occhiatina dall'alto. Domattina dalle 10 in poi.
Punto terzo: Bruce Springsteen. Ieri sera, un pochino ero a S. Siro anche io. Nel senso... un po' chiudendo gli occhi, c'ho creduto. Con l'ipod sparato nelle orecchie, rinchiusa in camera cantando, saltellante a squarciagola. Si, forse è stato un pochino come esserci.
Bruce, perdonerai così la mia assenza?
ieri è finita la scuola e i due maturandi danno segni di squilibrio sempre più forti.
lei ripete a loop che è stata ammessa con la media di 7 e qualcosa ma fino a lunedì (cioè domani) non c'è nulla di certo perché se, perché ma, perché poi, perché perché perché...
lui invece esame? di cosa? come? perché?
lei dice che non vede l'ora di finire.
lui invece finire? cosa? come? perché?
lei è tutto un telefonare alle compagne, mettersi d'accordo, scambiare schemi e previsioni, temi d'attualità e ritagli di giornale: ci sarà il biologico? no, il nucleare! il governo, andreotti, le sette sataniche, la libertà, la religione, barack obama, il petrolio, il metano, la cina, la vita, la morte, il papa, martin luther king, le pantere nere, il rock, il blues e il jazz, il 68, il 48?
lui a cena c'è qualcuno che saprebbe qualcosina da dire su Pirandello?
ieri, a pensarci bene è stata una giornata catartica.
il primo colpo è arrivato a ciel sereno. ero a fare la spesa da Lello l'alimentari. mentre preparava una ciabattina di adone con crudo e mozzarella, ma quella buona morbida morbida, sorridendo si scusa e mi dice che presto andrà in pensione.
il primo impulso sarebbe stato "come? e a me non ci hai pensato? e io? e come faccio? e poi?", il secondo fuggendo: "bene, se pensi lasciarmi così e passarla pure liscia beh... i panini tienteli!".
Sono riuscita a balbettare un'ovvia domanda: "perché?", lui un po' impacciato ha accennato un'ovvia risposta: "sono qui da più di trent'anni, e come oggi a mezzogiorno ho già fatto quasi otto ore ma devo arrivare a stasera alle sette e mezzo. mi voglio riposare, fare dei viaggi, arriveranno dei nipotini..."
lello lello lello: altro punto fermo della mia vita di quartiere che se ne va, dopo antonio il biciclettaio.
il secondo colpo era la cronaca di una morte annunciata: ieri alle 18 ha chiuso rockfm. la frequenza è stata acquistata da mondadori (al cui vertice c'è? indoviniamo...) e così dopo 18 anni invece di diventare maggiorenne è finita strangolata da un editore in cui non ha creduto nella cultura. dalle 16 alle 18 abbiamo seguito il funerale, con l'addio di tutte le voci e soprattutto della musica. e su bohemian rapsody, cacchio mi era proprio entrato qualcosa (forse una bruschetta?) in un occhio.
alle 21 di ieri sera quando per curiosità io e l'amico sindaco della lecciona, abbiamo provato a sintonizzarci, abbiamo percepito solo un ritornello scemo di una canzone cretina. dopo solo tre ore, come direbbe la nonna silvana "col morto ancora caldo".
il sindaco ha sospirato: è nata lentafm. e io... se ripenso al programma sul blues...
la mia riflessione parte da pochi presupposti tra cui: preferisco la libertà (quella reale, quella vera: non quella del popolo, del partito, della casa), sono sempre stata più fedele a radiodue perchè da casa mia rockfm non prendeva quasi per nulla, mi piace molto la musica rock.
quindi: quando qualcosa finisce perchè è giusto così, come lello che dopo una vita di lavoro cerca un po' di tranquillità: è giusto.
quando qualcosa finisce perchè uno stronzo ha deciso di smetterla con la cultura e dare sfogo solo alle sue mire commerciali: no. stronzo!
e come in ogni regime che si rispetti: un briciolo di cultura in meno al popolo è una montagna di potere in più a chi comanda.
stronzi!

oggi è passato dalle mie parti il pastore alessandro carico di ricotte. ha tirato fuori dalla tasca un portaspicciolini con un gechino ricamato, io ho ritratto la mano.
"perchè?"
"mi fanno paura quei cosi lì!"
"allora è vero, tu prima eri un'apetta! hai paura che ti mangino, no?"
non lo so, da apetta o da alina ho paura. e basta!
Una sera, questo periodo, qualche anno fa. Lei è con gli amici e c'è un nuovo arrivato: "vorrei nuotare nei suoi occhi e odorare il suo sorriso".
Lui si avvicina, lei si nasconde.
Lui sorride "noi ci conosciamo?"
Lei arrossisce "no"
Lui sorride "si"
Lei sussurra "mi piace la tua fantasia"
Lui sorride "è la verità"
Lei sorride, lui arrossisce.
Lui sussurra "ci vedremo presto"
Lei sorride "chissà"

Non ricordo la prima volta che io gli ho incontrati, ricordo solo che una sera mi venne in mente di nominarli e di lì presero forma e sostanza.
A casa di Renzo, l'amico Teofilo aveva lavorato tutto il dì per sistemare il giardino e mio padre ne lodava la pazienza. La mia idea, a cavalcioni al suo collo, venne fuori: "Perchè Teofilo, lui sì, che è un piponchio buono!"
I piponchi.
Nebbia e buio sulla loro origine. Una sera d'estate apparvero, in onore al bravo Teofilo; e di lì mi sono rimasti accanto per tanti, tanti, tanti anni.
Credo che fossero simili a dei topolini, ma alti ed eretti su due gambe come gli uomini, sulla specie di Topo Gigio. Il loro incarnato era bianco o grigio, non avevano capelli ma piponchioppellini e portavano la piponchiopette e le scarponchiette da ginnastica. Non avevano differenze di sesso, razza o religione e il loro aspetto era dolce e protettivo.
Giocavo spesso con loro: andavamo a pattinare sui piponchiopattini, facevamo le corse per la piponchierenda delle 16, andavamo in piponchiocletta, facevamo volare il piponchioacquilone e tiravamo calci alla piponchiopalla.
Erano pochi o tanti? Non lo so, io avevo strinto piponchicizia solo con due o tre di loro.
Mio padre ne era sopreso e affascinato, mia madre preoccupata.
Io ero fiera degli amici piponchi, quando i fratellini crebbero decisi infatti di presentarglieli. Non so perchè loro non credevano che nel ripostiglio la notte ci dormissero questi strani esseri buoni e importanti...
Ieri al semaforo in bici un'auto mi ha affiancata: "Salve, scusi... ma lei è una signorina piponchia?!" Era Teofilo, il più buono.
Per tutta la notte c'ho pensato: è arrivato il momento di ricontattarli, forse anche loro hanno messo su piponchiolullari e piponchioernet.
AAA cercasi aiutopiponchio per andare a votare domenica